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PARTITO DELLA Alternativa Monarchica
Reggenza del P.d.A.M.
LETTERA APERTA
01/06/2026 – 80 anni di repubblica
Nell’ottantesimo della ricorrenza del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 è necessario ribadire una posizione monarchica sulle conseguenze di quell’evento politico, in quanto più che una festività, dovrebbe essere un giorno di lutto nazionale, dato che il comportamento dei fautori della repubblica azzerò il concetto e il diritto di democrazia in un momento in cui doveva rinascere, questo sia per i brogli e le modalità stesse che gestirono la nascita della repubblica, che la rende assolutamente invalida, sia per il fatto che la repubblica in effetti non nasce affatto dal referendum ma dal colpo di Stato del 12 giugno 1946. La repubblica esiste di fatto ma il referendum stesso è nullo, per i brogli, per il conteggio dei voti che non rispettò la legge referendaria, per il mancato voto di moltissimi italiani e per la sua mancata proclamazione da parte degli organi preposti, che si limitarono a enunciare il risultato provvisorio dei voti pervenuti. In verità gli italiani votarono in gran maggioranza per la monarchia.
A quanto appena ribadito, aggiungo una riflessione importante: la repubblica italiana si è instaurata in modo meno democratico del fascismo, perché il fascismo entrò in parlamento col voto degli italiani, mentre la repubblica si è instaurata azzerando il voto degli italiani con un colpo di Stato e quel colpo di stato fu l’esclusiva volontà di: Palmiro Togliatti (Partito Comunista Italiano), Pietro Nenni (Partito Socialista di Unità Proletaria), Giuseppe Romita (Partito Socialista di Unità Proletaria). La repubblica italiana non nasce per la volontà degli italiani ma solo per la volontà di alcuni comunisti e socialisti.
Matteo Cornelius Sullivan
Reggente del Partito della Alternativa Monarchica



